L’Archivio Meneghello nasce dalla consapevolezza che un’opera non coincide con il proprio oggetto materiale. Ogni lavoro è parte di una ricerca più ampia, nella quale opere, testi, immagini, progetti, appunti, modelli, documenti e processi costituiscono manifestazioni differenti della stessa indagine.
Per questo motivo l’archivio non è concepito come un deposito o come una raccolta ordinata cronologicamente, ma come uno spazio di relazione. Le opere non vengono organizzate secondo una successione temporale, poiché la ricerca di Simone Meneghello non riconosce il tempo come principio capace di determinarne il significato. Ogni opera possiede la stessa condizione delle altre: potrebbe essere stata realizzata oggi come vent’anni fa, oppure appartenere a un progetto ancora in divenire. Le date descrivono esclusivamente un evento materiale, senza stabilire gerarchie, evoluzioni o punti di arrivo.
L’Archivio Meneghello assume quindi la forma di un sistema aperto, in continua trasformazione, nel quale ogni elemento rimane costantemente in relazione con l’intero corpus della ricerca. La consultazione non segue un percorso lineare, ma costruisce una rete di connessioni capace di mettere in dialogo opere lontane nel tempo, materiali preparatori, riflessioni teoriche, esposizioni e nuove progettualità.
L’archivio comprende una componente fisica, costituita dalle opere e dalla documentazione originale, una componente digitale dedicata alla catalogazione e alla conservazione, e una piattaforma online pensata per rendere progressivamente accessibile il patrimonio della ricerca. Queste tre dimensioni non sono autonome, ma costituiscono un unico organismo in continua evoluzione.
Particolare attenzione viene riservata ai processi. Bozzetti, schizzi, plastici, fotografie di allestimento, note, testi, algoritmi, relazioni progettuali e materiali preparatori non rappresentano documentazione accessoria, ma parti integranti della ricerca. L’archivio conserva non soltanto ciò che l’opera diventa, ma anche il linguaggio attraverso cui prende forma.
In questa prospettiva, anche l’archivio non è mai definitivo. Ogni nuova opera modifica le relazioni con quelle precedenti, ogni nuova riflessione ridefinisce la lettura dell’intero insieme. L’Archivio Meneghello è quindi un organismo vivente, capace di trasformarsi senza perdere la propria identità, mantenendo aperta la possibilità di nuove connessioni, nuove interpretazioni e nuove modalità di accesso.
Attualmente l’Archivio Meneghello non è costituito come soggetto giuridico autonomo ed è gestito dalla famiglia Meneghello, che ne cura la conservazione, l’implementazione e lo sviluppo, con l’obiettivo di garantirne continuità, integrità e accessibilità nel tempo.